Pil

Commento dati ISTAT su occupati e disoccupati marzo 2021

L’occupazione in Italia rispetto allo stesso periodo di un anno fa è inferiore di -565mila unità. Contemporaneamente, i disoccupati aumentano di +652mila unità e gli inattivi calano di -306mila, restando però sopra la soglia dei 14 milioni. Dati in assoluto molto gravi, che vanno però commentati rispetto ai diversi fattori che li determinano.

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Stima preliminare Istat PIL 2020

Il dato finale del calo del Pil 2020 è, anche con eventuali revisioni che potrebbero essere apportate, sostanzialmente quello preventivato, leggermente inferiore al 9%.

Un risultato difficile da prevedere dopo il tracollo dei primi sei mesi, frutto della consistente ripresa nel III° trimestre e di un calo nel IV° leggermente inferiore alle attese. Il dato 2020 testimonia gli effetti devastanti che la pandemia e le conseguenti misure di contenimento hanno prodotto su lavoro, economia, fiducia di cittadini e imprese.

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Commento nota mensile ISTAT su andamento economia italiana (Settembre 2020)

Dopo il pesante calo del Pil nel 2° trimestre 2020, con la ripresa delle attività in molti settori era atteso un rimbalzo dell’economia che dovrebbe portare ad un 3° trimestre in crescita.

I dati di luglio ed agosto relativi a produzione, ore lavorate, consumi energetici e andamento della fatturazione elettronica, vanno in questa direzione.

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"Commento dati ISTAT Conti economici II trimestre 2020” - Agosto 2020

Il dato del definitivo calo del Pil nel secondo trimestre 2020 è peggiore della stima preliminare che pure era stata da tutti giudicata di portata straordinaria.
L’andamento è nella media dei principali paesi europei con noi comparabili (12,1% in termini congiunturali la media eurozona), migliore è il dato della Germania, peggiori i dati di Francia e Spagna.

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Non è più il tempo dello “zero virgola”: le statistiche impazzite e l’inizio di una nuova stagione

Tra il 2015 e il 2019, anni che avrebbero dovuto segnare la ripresa dalla grande recessione iniziata nella seconda metà del 2008, abbiamo dovuto accontentarci di incrementi del prodotto molto modesti, che collocavano il nostro Paese agli ultimi posti in Europa: il tasso di variazione del Pil è prima salito fino a +1,5% nel 2017 e poi sceso fino al misero +0,3% dell’anno scorso, con i primi, tangibili segnali di una nuova recessione: eravamo condannati alla “dittatura dello zero virgola”.

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“Commento dati ISTAT - PIL III trimestre 2019”

Il Pil del III trimestre (+0,1% rispetto al II T 2019 e del +0,3% rispetto al III T.2018) porta ad una variazione acquisita per il 2019 pari a +0,2%.

Si conferma dunque, anche con il III T., un andamento piatto dei conti economici trimestrali, più basso della dinamica europea.

Sono sette trimestri che il Pil non cresce più dello 0,2% e anzi, in due di questi sette la variazione è stata negativa.

Rispetto al trimestre precedente, gli investimenti fissi lordi calano dello 0,2%, le esportazioni sono diminuite dello 0,1% e le importazioni aumentate (+1,3%).

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