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Mercato del lavoro, i cattivi segnali e il ritorno dei licenziamenti

L’occupazione torna sotto la soglia dei 23 milioni con un calo nel mese attuale rispetto ad aprile di -49 mila occupati.
Il calo fra i dipendenti permanenti è particolarmente preoccupante solo in parte compensato da una crescita degli indipendenti e con l’aumento di altre +14 mila unità fra i dipendenti a termine, con l’ennesimo record negativo arrivato a 3 milioni e 176 mila occupati precari.

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Meno occupati, più inattivi e il record di precarietà ancora una volta abbattuto

Una serie di brutte indicazioni sullo stato degli occupati in Italia emerge dai dati ISTAT pubblicati oggi. È ancora presto per dire se si tratta di una tendenza precisa ma appaiono delinearsi le aspettative negative legate allo scoppio della guerra, allo scarso sviluppo e alla ripresa dei casi pandemici.

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“ISTAT: prospettive per l’economia italiana nel 2022-2023”

Le prospettive Istat dell’economia italiana per gli anni 2022/2023 sono condizionate dalle molte criticità possibili del prossimo futuro che Istat stesso indica tra cui, inflazione, andamento commercio internazionale, aumento dei tassi di interesse, fiducia dei consumatori e imprese. Tutto questo nell’incertezza della durata della drammatica guerra in corso in Ucraina.

“3 milioni 166 mila precari, il nuovo record negativo dal 1977”, commento ai dati Istat Occupati e Disoccupati Aprile 2022

Le statistiche Istat sull’andamento di occupati e disoccupati nel mese di aprile hanno scostamenti lievi rispetto al mese precedente. Il dato più importante è che si conferma la continua crescita dell’occupazione precaria che raggiunge il nuovo record di 3 milioni 166 mila dipendenti a termine. Tutto questo in un anno di forte crescita economica, come confermano i dati di ieri sul Pil.

 

“Commento dati ISTAT su prezzi al consumo e fiducia consumatori e imprese” Marzo 2022

 

Un livello di inflazione così alto (attualmente +6,7% su base annua) non si registrava dal luglio del 1991. I dati confermano che l’attuale crescita dei prezzi è trainata principalmente dai beni energetici ma, contemporaneamente e in misura non trascurabile, anche dai beni alimentari e da quelli dei prodotti a più alta frequenza di acquisto.

Tanto è vero che anche sul cosiddetto “carrello della spesa” (beni alimentari, per la cura della casa e della persona) che rappresenta un indicatore fondamentale per le famiglie, si registra un +5,0%.

Italia in difficoltà, per uscirne serve il sindacato

Le ripercussioni della pandemia sull’andamento della demografia in Italia sono state molto gravi. Il totale della popolazione residente al 31 dicembre 2021 è di 58 milioni e 983mila. Si scende sotto la soglia dei 59 milioni di residenti, un dato inferiore di circa -616 mila nei due anni di pandemia trascorsi, e questo risultato non tiene ancora conto del drammatico protrarsi degli effetti pandemici anche nel 2022.

Articolo del presidente della FDV, Fulvio Fammoni, pubblicato su Collettiva.it.

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