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Valeria Fedeli

Una vita per le donne: è scomparsa Valeria Fedeli

Sindacalista e femminista. A lungo dirigente Cgil, poi senatrice Pd e ministra nel Governo Gentiloni. Si è sempre battuta per una società più giusta

di Roberta Lisi

Articolo originariamente pubblicato su Collettiva a questo link

Era sindacalista, era femminista. Se n’è andata questa mattina Valeria Fedeli, a lungo dirigente Cgil, fino a quando ha riversato il suo battersi per una società più giusta e a misura di donne e di uomini nell’impegno politico.

Milanese, all’inizio degli anni Ottanta si trasferisce a Roma chiamata dalla Fp Cgil, categoria che la vede esordire come sindacalista, anche in virtù della sua professione di maestra elementare. Poi, per seguire il suo sentire profondo verso le donne. passa ai tessili, categoria ad alta intensità di manodopera femminile.

Valeria Fedeli era una donna piena di curiosità e poliedrica. Prima contribuisce alla costruzione del nascente sindacato della comunicazione, la Slc, per poi tornare, a metà degli anni Novanta, nei tessili, alla Filtea, di cui per dieci anni (dal 2000 al 2010) è segretaria generale.

Ma come dare forza alle battaglie e alle rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori di questo settore? Occorreva diventare “più grandi”, e insieme alla confederazione e alla categoria dei chimici favorisce la nascita della Filctem, di cui è vice segretaria generale.

Nel 2011, assecondando la propria rivolta interiore contro gli scandali di Berlusconi, come il Rubygate, fonda, assieme ad altre donne di provenienze assai diverse, il movimento Se non ora quando per denunciare il “modello degradante ostentato da una delle massime cariche dello Stato, lesivo della dignità delle donne e delle istituzioni”. L’11 febbraio di quell’anno il movimento riempie piazza del Popolo, a Roma, per protestare la violazione ostentata della dignità delle donne.

Infine, la politica. Nel 2012 è eletta senatrice nelle fila del Pd e votata, poi, vice presidente di Palazzo Madama. In questo ruolo, assieme alla presidente della Camera Laura Boldrini, la vedremo nello scranno presidenziale nella seduta comune del Parlamento che elegge Sergio Mattarella presidente della Repubblica.

Dal 12 dicembre è ministra dell'Istruzione, dell'università e della ricerca del Governo Gentiloni. Fra le sue proposte, ricordiamo nel 2018 quella del divieto di usare i cellulari nelle scuole e quella di estendere l'insegnamento della filosofia agli istituti tecnici. Ogni suo impegno, sindacale e politico, l’ha esercitato guardando il mondo da un punto di vista: quello femminista.