AL VIA LA III EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO GIUSEPPE DI VITTORIO
“ll lavoro contemporaneo, con le sue sfide quotidiane e le sue nuove forme di subordinazione, torna al centro della scena letteraria con la terza edizione del Premio Giuseppe Di Vittorio. Promosso dall’Iress Lazio di concerto e con la CGIL di Roma e del Lazio e la Fondazione Di Vittorio, il concorso si riafferma come un osservatorio privilegiato sulla working class literature, offrendo uno spazio di espressione a chi sa raccontare l’organizzazione del lavoro oggi attraverso la forza della letteratura.
Non è un caso, sottolinea il presidente della Fondazione Di Vittorio Francesco Sinopoli, che l’iniziativa nasca proprio in questa fase storica. “Nel momento in cui si cerca di rimuovere il tema del lavoro dalla scena pubblica – afferma – noi intendiamo riporlo al centro anche nella vita culturale del Paese, dando visibilità ai tanti romanzi e racconti che lo ripropongono come elemento centrale della narrazione e che una nuova generazione di autrici e autori sta producendo”.
Il concorso nazionale per romanzi editi “La chiave a stella” è aperto alle opere scritte in italiano e pubblicate nel triennio 2023-2025. Il vincitore riceverà un premio di 2.500 euro.
Il concorso nazionale per racconti brevi inediti “Voci dal lavoro” è invece dedicato a testi mai pubblicati (massimo 24 mila caratteri) scritti in italiano. Al miglior racconto andrà un premio di 800 euro e la pubblicazione insieme ai successivi nove classificati.
Quest’anno il Premio amplia i propri orizzonti introducendo due menzioni speciali curate dalla Giuria Scientifica: una dedicata al Noir Sociale e l’altra riservata alle opere capaci di ritrarre le particolarità del mondo del lavoro nella città di Roma.
Una scelta che, evidenzia il segretario generale della CGIL di Roma e del Lazio Natale Di Cola “nasce dall’esigenza di restituire centralità alle esperienze reali delle persone. Dare voce attraverso la scrittura alle storie concrete delle lavoratrici e dei lavoratori significa contrastare la rappresentazione di un lavoro spesso ridotto a numeri o reso invisibile e costruire una nuova narrazione delle trasformazioni che attraversano anche la Capitale, rimettendo al centro la dignità del lavoro e il suo valore sociale”.
I romanzi e i racconti saranno valutati da una Giuria Popolare, composta da lavoratrici, lavoratori, delegate e delegati, e da una Giuria Scientifica, composta da scrittori e intellettuali: Simona Baldanzi, Eugenio Ghignoni, Filippo La Porta, Alessandro Pera, Lidia Ravera e Angela Scarparo.
Le autrici e gli autori interessati potranno inviare i propri romanzi entro il 15 maggio 2026, mentre per i racconti inediti la scadenza è fissata al 1° giugno 2026.
La premiazione finale, a Roma, prevista entro il 31 dicembre 2026, vedrà la partecipazione del segretario Generale della CGIL Maurizio Landini.